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sabato 7 giugno 2014

Ti voglio ribelle



Ti voglio così, ribelle.
Pronta alla sfida,
perch’io sia tuo amico
e il tuo peggior nemico.
Voglio il tuo amore, si.
Ma lo voglio a muso duro.
Una minestra riscaldata
si da ai porci.
Io voglio te,
e ti voglio ribelle.
Voglio che ti divincoli dal mio abbraccio,
solo perché desideri ch’io ti stringa più forte
fino a farti male.
Voglio tu sia cattiva,
quando facendo l’amore io ti dico
che un’altra lo faceva meglio.
Voglio tu sia decisa e forte,
combattendo contro di me,
perché più passionale sia la resa.
Ti voglio mia, ma non sconfitta.
Una guerra in cui vinciamo noi stessi.
Ti voglio capace di una carezza,
ma voglio che gridi più forte,
nel momento in cui ti grido
di smetterla di urlare.
Perch’io ti prenda così, con forza,
per regalarti un motivo più dolce
per poter gridare.
Ti voglio schiava guerriera
di una vita che si ostina a farci male,
rendendoci più forti.
Ti voglio mia, soltanto mia,
mentre con un sorriso di sfida mi dici,
che quel che tu mi darai, nessun’altra potrà.
Ed io sarò li a sfidarti,
Per lasciar tu mi dimostri che è vero.


Davide Martini

gruppo facebook: Passione Poesia

venerdì 6 giugno 2014

Luce e Buio



D’un’ombra mi vanto,
ad un’ombra mi stringo, nel sole.
Luce d’incanto
e disincanto rimane.
Di flebile luce mi vanto,
ad essa mi stringo, nel buio.
Vana illusione
disillusione rimane.
E tu.
A chi darò il tuo viso,
mentre il tuo viso darai a un altro?
Chi stringerò al mio fianco,
mentre sbiadisce in penombra
quel che di te rimane?
Chi mi darà vittoria,
su campo di sconfitta,
Dove perduta guerra
misera, m’attese?
D’un destino che segnato il tempo
mi scandisce la vita.
Ad un battito di cuore
ho legato un sospiro.
E lacrime ho versato,
che in terra perle ai porci ho dato.
Maledette lacrime ho versato.
Commiserando a goccia, a goccia,
la stupida follia d’aver creduto amore.
E piango,
d’una maledettissima pazzia,
quel che m’hai dato
e che per sempre m’hai tolto.
Quel che ti ho dato
e che per sempre hai perduto.


Davide Martini

gruppo facebook: Passione Poesia

giovedì 5 giugno 2014

Il sole


Qual pioggia d’agosto
a goccia a goccia in gran fragore,
é lampo, é tuono;
così mi scese in pomeriggio grigio
malinconica tristezza in cuore.
E nessuno bussò alla mia porta,
che fosse idea o pensiero
di ciò che fu,
o inafferrabile certezza
di speme futura in ciò che sarà.
A chi affidar secondi ed ore
imperituro scorrere del tempo?
E giorni e gocce,
scandir con spuma in rigolo silente
di lontananza passo,
più piccolo a vedersi dal cuore.
Così m’incamminai senza riparo.
In attesa che sorridesse ancora
il sole.

Davide Martini
gruppo Facebook: Passione Poesia